“Maggio della Musica”: Gregorio Nardi con la musica di Beethoven

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Giovedì 24 maggio alle ore 20 a Villa Pignatelli – via Riviera di Chiaia, 200 (Napoli) Gregorio Nardi sarà il prossimo  protagonista del Maggio della Musica eseguendo alcune sonate del “secondo periodo” di Beethoven.

Proseguono gli appuntamenti pianistici nella splendida veranda neoclassica di Villa Pignatelli (via Riviera di Chiaia, 200), in occasione del Maggio della Musica 2018, infatti il prossimo giovedì la rassegna ospiterà il pianista fiorentino Gregorio Nardi per il quarto appuntamento dell’integrale delle Sonate di Ludwig van Beethoven, proposte in ordine cronologico da alcuni dei migliori solisti italiani e scelti per l’occasione dal direttore artistico Michele Campanella.

Raffinato interprete di fama internazionale che tra l’altro ha eseguito inediti del compositore tedesco, Nardi affronterà tre difficili Sonate che rappresentano l’inizio del cosiddetto “secondo periodo del compositore”, che parte appunto dal 1800. Ultimo allievo di Wilhelm Kempff, Nardi ha collaborato con grandi strumentisti e grandi cantanti. Ha eseguito in prima assoluta pagine di Brahms, Schumann, Schoenberg, Rott, Busoni e Savinio.

Nel 1990, la rivista “Gramophone” ha scelto la sua prima registrazione lisztiana «tra le migliori dell’anno». Aprirà la serata la Sonata n.12 in la bemolle maggiore op. 26, quella preferita da Chopin, e la prima delle 32 sonate dove non abbiamo la consueta “forma-sonata” standard, caratteristica comune a quei tutte le sonate (ma anche concerti e sinfonie) del periodo romantico.

Questa sonata è caratterizzata dai consueti quattro movimenti tutti nelle stessa tonalità d’impianto e caratterizzata da una Marcia funebre, nel terzo movimento, “sulla morte d’un Eroe” che pare fu scritta dopo aver “sentito in una rappresentazione di un’opera di Paer come “non” si dovesse comporre un pezzo del genere.

Con le due successive Sonate op. 27 n. 1 e n. 2 (la seconda fu il primo vero successo di Beethoven e la sua popolarità “schiacciò” la prima, raramente proposta nell’800), il musicista tedesco raggiunge un’unificazione stilistica delle stesse in tutti i movimenti delle due sonate.

La prima in mi bemolle maggiore reca lo stesso titolo della seconda in do diesis minore “Sonata quasi una fantasia” ed entrambe sono caratterizzate dalla rottura con la tradizionale disposizione dei movimenti, infatti entrambe non iniziano con un tempo in forma-sonata, come già accennato precedentemente, ma quasi come una “fantasia”.

La seconda dell’op. 27 è chiaramente la più nota di tutte le 32 sonate di Beethoven, quella meglio conosciuta come sonata al “Chiaro di luna”, certamente la più romantica di tutto il ciclo dell’integrale beethoveniano e forse quella che maggiormente irritò il compositore preoccupato forse per il fatto che potesse mettere ingiustamente in ombra tutti i suoi lavori successivi.

Ma sappiamo benissimo che questo per fortuna non accadde, naturalmente, vista la spiccata e proverbiale genialità di Beethoven. Il finale di questa sonata è uno dei più belli e grandiosi per gli strumenti dell’epoca in cui fu composto e il contrasto evidente che apre e chiude la sonata, supera senza dubbio qualsiasi altra composizione scritta per tastiera fino a quel momento.

L’ultima sonata la n. 15 op. 28 in re maggiore, nota come “Pastorale” (è un ritorno alla tradizione dopo le precedenti pagine in cui c’era stata una certa ricerca di sperimentazione) titolo dato dal suo editore che nel primo e soprattutto quarto movimento aveva notato la presenza efficace di uno stile pastorale tradizionale.

Voglio inoltre sottolineare il carattere singolare del bellissimo “Andante” del secondo movimento, scritto in re minore, per la sua dolce e “cullante” malinconia dotata di un’espressività forte ed enigmatica. In un memorabile concerto tenuto da Alfred Brendel al San Carlo, propose come bis proprio questo celebre andante.

  • Giovedì 24 maggio alle ore 20
  • Veranda neoclassica di Villa Pignatelli – via Riviera di Chiaia, 200 (Napoli)

Festival Beethoveniano

  • Gregorio Nardi, pianoforte
  • Ludwig van Beethoven
  • Sonata n. 12 in la bemolle maggiore, op. 26
  • Sonata n. 13 in mi bemolle maggiore, op. 27 n. 1
  • Sonata n. 14 in do diesis minore, op. 27 n. 2
  • Sonata n. 15 in re maggiore, op. 28